Basilica di S.Antonino
Piacenza

Il culto di S.Antonino


Urna reliquie santo Il primo grande devoto di S.Antonino fu S.Savino, secondo vescovo di Piacenza. Fu lui che trasportò le reliquie del santo nella basilica.
La fiera di S.Antonino è antichissima e risale ad una concessione di Carlo Magno, che la concesse legandola alla festa del 13 novembre e aveva la durata di 15 giorni. Altri prima di Carlo Magno (re Liutprando nel 712 e re Ildebrando nel 744, re Rechio nel 746) e dopo (Ludovico il Pio, Lotario, Ludovico II, Carlo III) compirono gesti di devozione verso S.Antonino. Lotario fu addirittura sepolto nella basilica.
La tradizione antica ricorda il diacono Opilio de' Feliciani: lo dice presente alla traslazione del Patrono accanto a S.Savino, ne fa custode fedele delle reliquie per lunghi anni. Nella basilica se ne conservano le ossa in quello che fu l'antico altare di S.Antonino.
Verso l'anno mille, il Vescovo Seufredo si prese gran cura di S.Antonino riconoscendone le reliquie e dotandone la basilica. Fondò l'Opera della Copertura affidandole la finalità di garantire al tempio una "copertura" in piombo per sottrarlo agli incendi.
Altre ricognizioni solenni promossero i Vescovi Scotti (1562), Claudio Rangoni (1615) e Scappi (1636) e ogni volta le ossa furono ricollocate sotto terra, non visibili dai fedeli. Nel 1878 il Vescovo Scalabrini promosse una solenne ricognizione delle reliquie. Volle che tale gesto fosse accompagnato da studi storici e archeologici, fisici e chimici, che portarono alla certezza che la grande ampolla, da sempre conservata assieme alle ossa, contiene realmente resti di sangue umano. A conclusione dell'iniziativa il Vescovo Scalabrini donò al Santo una nuovo urna (quella che oggi vediamo), disponendo che restasse sempre visibile.
Il culto del nostro santo non è limitato alla sola città. Nella diocesi, parecchie Chiese lo hanno come titolare: Borgotaro, Bedonia, Travo, Pittolo, Corano, Ronco, Albarola.
Il culto si diffuse nella vicina diocesi di Milano e certo risale all'amicizia di S.Ambrogio e S.Savino. A S.Antonino sono dedicate alcune parrocchie (Brentana, Triuggio, Nova Milanese, S.Antonino Ticino), così come nel genovesato, a Bobbio, Crema, Cremona, Begamo, Torino, Tortona, Concesio.
Particolarità del culto di S.Antonino è che si conserva tuttora quello che fu il suo primo sepolcro. Si tratta di un ipogeo sotto la Chiesa di S.Maria in Cortina. L'ipogeo si trova a circa 6 metri sotto il livello attuale e conserva traccia di antichi affreschi. Una parte è costituita da un grande masso forse ribaltabile per l'accesso al loculo. Nella parete di fronte un piccolo incavo era forse destinato alla custodia dell'ampolla del sangue.